Le cimici dei letti

La cimice dei letti (o “Cimex Lectularius” o “Bed Bugs”) è un tipo di insetto che cerca di rifuggere dalla luce cercando riparo e abbandonandolo solo per rifocillarsi di cibo e solo durante le ore notturne o in zone prive di illuminazione. Tuttavia, talvolta, non esitano ad andare in cerca di ristoro dopo lunghi periodi passati in digiuno e con la presenza di un possibile ospite si faranno ancora più audaci sfidando anche la luce.

Le loro dimensioni ridotte e il corpo appiattito consentono a questo insetto di annidarsi in fessure anche minime nelle quali si riunisce spesso in numero notevole e dove risultano presenti esemplari anche di altri età, uova, macchie e “pallottole” fecali, residui della muta e altro. A tal riguardo risultano particolarmente preferite le superfici ruvide di materiali come il legno, la carta, il cartone, i tessuti ect ect., sebbene la capacità di adattarsi a materiali meno graditi sia ad ogni modo molto notevole.

I loro possibili ospiti vengono percepiti per mezzo del calore corporeo, attraverso le emissioni esterne di anidride carbonica e gli odori della pelle. Una volta individuato il bersaglio, le cimici dei letti lo raggiungono camminando a velocità sostenuta e conficca l’apparato boccale in una delle porzioni di pelle lasciate scoperte e iniettandovi all’interno la propria saliva anticoagulante assumendo una quantità di sangue pari a cinque volte il peso del loro corpo. L’intera operazione può richiedere dai 5 ai 10 minuti.

Una volta giunti al termine del loro pasto, le cimici ritornano a nascondersi in un posto sicuro, in genere con la compagnia di molti altri suoi simili, dove passerà il resto del tempo in stato di quiete digerendo in tutta calma il pasto di sangue.

Le cimici femmine invece, contrariamente agli esemplari maschi, soprattutto se sono già fecondate, tendono a rifuggire la presenza degli esemplari del sesso opposto e, andando alla ricerca di nuovi rifugi, si annideranno in posti “vergini” rappresentando così uno dei più efficaci mezzi di diffusione di questa specie in nuovi ambienti non ancora infestati.

Il loro morso è pericoloso e soprattutto non provoca dolore, non venendo percepito di norma dalle sue vittime, risultando fastidioso solo per quanto riguarda una possibile reazione allergica dovuta alla saliva inoculata, che può tradursi nella formazione di una papula pruriginosa che impiega giorni se non addirittura settimane a guarire. L’entità della reazione allergica tuttavia può cambiare da soggetto a soggetto ed è quindi molto variabile.

Il potenziale infestante delle cimici dei letti è notevolissimo poiché la sua presenza rischia di passare inosservata e anche inavvertita per lunghi periodi di tempo, riuscendo a proliferare indisturbate. Questo perchè infatti, le sue punture, sono spesso attribuite a punture di altri insetti e quindi, se l’avvicendamento degli ospiti nei locali a rischio di infestazione o già infestati è rapido e costantemente continuo (come spesso succede per esempio in un albergo) può trascorrere davvero molto tempo prima che maturi il sospetto del vero problema in corso e, per allora, la colonizzazione degli ambienti sarà già in stato avanzato e irreversibile.